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Imprenditore come chiave del business: ecco perché tutelarlo!

Lo sapevi che l’imprenditore è una delle quattro figure principali che determinano la nostra economia?

Spesso viene visto come l’eroe moderno, quello che parte dal suo garage per poi crescere e costruire un’azienda tutta sua, fino ad arrivare ad evolversi in modo tale da poter delegare persone competenti nella gestione dell’impresa, mentre lui si occuperà della visione d’insieme.

Sotto l’aspetto economico è la figura che detiene i fattori produttivi come capitali, mezzi di produzione, forza lavoro, materie prime; attraverso essi contribuisce a sviluppare nuovi prodotti o mercati, andando così ad estendere una serie di ricchezze sotto forma di beni utili alla società.

Nel concetto giuridico, il codice civile pone l’attenzione più sulla persona che svolge l’attività piuttosto che sulla compagnia stessa, definendo quindi, l’imprenditore e non l’impresa.

Dopo questa premessa, di regola, la legge fa riferimento alla persona dell’imprenditore per la disciplina della sua attività, specialmente per la determinazione degli obblighi da seguire.

L’impresa, quindi, viene percepita come l’attività svolta dall’imprenditore e da questa figura tutto dipende, a meno che non vengono distribuiti i doveri ad amministratori delegati o manager, i quali subentrano nell’ambito gestionale dell’attività.

In ogni caso, ognuna di queste figure rappresentano la chiave di ogni business, senza di loro non ci sarebbe un’attività e per questa ragione bisogna pensare a proteggerle qualora si presentassero eventi drammatici inaspettati.

L’attivazione di polizze, di cui parleremo poco più avanti, potrebbe risultare l’effetto cuscinetto per attutire eventuali danni, o perdite sostanziali di capitale, all’azienda.

Le differenze tra imprenditore ed amministratore delegato

Nella aziende di piccole e medie dimensioni spesso la figura dell’amministratore delegato coincide con quella dell’imprenditore.

È chiaro, che più è piccola l’attività più queste figure coincidano in una, mentre man mano che la compagnia aumenta di dimensione serva un aiuto in più, specialmente quando la complessità e la gestione dei mercati richiede determinate competenze specifiche.

L’imprenditore è anche il proprietario, o comunque nella maggioranza dei casi coincidono, mentre l’amministratore delegato è la figura che gestisce e guida l’azienda.

Sono vari i motivi per cui si decide di assumere un amministratore delegato, come diminuire il peso lavorativo che l’imprenditore deve sostenere, assicurasi che le funzioni chiave vengano svolte con professionalità, ridurre al minimo eventuali rischi ed errori di gestione ecc.

La differenza sostanziale, quindi, fra queste due figure è che da un lato abbiamo colui che ha messo il capitale ed ha avviato l’azienda, dall’altro abbiamo una persona esterna che ne gestisce l’attività facendo anche spesso le veci del proprietario.

L’imprenditore può rappresentare il rischio più grande per la propria azienda!

I rischi che incombono sulle imprese sono parecchi:

  • economici, dove una notevole incidenza dei costi rispetto ai ricavi andrebbe a minare la stabilità dell’azienda;
  • operativi, derivanti dai processi di produzione;
  • legali, dovuti al mancato rispetto delle norme di legge;
  • legati ad eventi esterni, come furti, incendi, scoppi.

La lista potrebbe continuare, e sono d’accordo con voi che è importante possedere una tutela per tamponare eventuali danni collaterali dovuti da uno di questi.

Però, pensare che solo gli utili e le perdite possano essere gli unici agenti che metterebbero a rischio l’azienda è errato.

La figura dell’imprenditore all’interno di una società rappresenta la chiave del successo della stessa: la sua capacità di gestire il business e le abilità lavorative sono un toccasana per la crescita dell’azienda.

Non solo la sua presenza, ma anche quella di persone chiave come amministratori delegati, manager, a volte anche risorse dalle particolari abilità come maestri artigiani, designer, direttori creativi, commerciali con un ricco portafoglio…

La perdita improvvisa di uno di questi elementi implicherebbe un danno ingente ed immediato, questo perchè non sempre si dispone di risorse sufficienti a sopperire le impellenze di breve periodo, come possono essere i costi per la sostituzione, andando così ad avere un impatto aggressivo sul business e sulle relazioni.

Ciò a cui si va incontro è un possibile vuoto operativo, la perdita di uno specifico know-how aziendale, un rallentamento della produzione, un blocco sulle decisioni vitali dell’azienda…

Un altro fattore da considerare è quando la perdita riguarda l’imprenditore o un socio: di norma si prevede che gli altri soci debbano liquidare la sua quota agli eventuali eredi, a meno che essi non subentrino.

Qui si entrerebbe poi in un periodo di pratiche di successione e che non permetterebbero una continuità omogenea dell’operato.

Quali sono le soluzioni per tutelarsi?

Un eventuale strumento per limitare i danni dovuti agli eventi sopra citati, è un prodotto assicurativo dedicato appositamente alle aziende che desiderano tutelare il proprio business.

Si tratta della stipula di una polizza apposita che consente di salvaguardare il buon andamento ed una possibile crescita aziendale qualora la risorsa o l’imprenditore vengano a mancare all’improvviso.

A prescindere dal prodotto o dalla compagnia che lo propone, questa tipologia di assicurazione non si occupa solo di proteggere gli interessi dell’azienda e del business, ma permette di ottenere vantaggi fiscali non indifferenti.

Per imprenditori e uomini chiave di un’azienda, quindi, è consigliato di attivare la polizza Key Man, dedicata appositamente alla copertura dell’azienda da eventi drammatici inaspettati.

In cosa consiste la polizza Key Man?

La particolarità delle assicurazioni Key Man è che l’azienda figura sia come contraente che come beneficiario.

Andando nello specifico, le imprese che possono trarre vantaggio da questa polizza sono sia le forme societarie che professionisti e associazioni professionali.

Il capitale assicurabile solitamente non ha limiti, seppur venga richiesto di rispettare il principio di congruità, il quale si trova in molte polizze.

La durate tendenzialmente è annuale e viene calcolato un premio ogni anno in base all’età della persona assicurata.

Perché è importante assicurare un imprenditore

In una realtà economica come quella italiana, caratterizzata prettamente dalla presenza di piccole imprese, dove la figura dell’imprenditore è il ruolo principale entro cui tutta l’azienda gira, cresce sempre di più la necessità di proteggere il sudore della propria fronte.

Non solo, negli ultimi due anni abbiamo imparato che eventi inaspettati possono capitare da un momento all’altro.

Proteggere le cose a cui più teniamo e che ci stanno più a cuore è diventato indispensabile per molte persone.

Avere la certezza che, una volta che noi non ci siamo più, la nostra famiglia, ma anche l’azienda e le persone che ci lavorano e di conseguenza i loro cari, siano tutelati è di vitale importanza.

Soprattutto per imprese medio piccole, le quali risentono in particolar modo della scomparsa dei loro key man, assicurare se stessi darebbe il tempo alla compagnia di riorganizzarsi per affrontare le nuove sfide.

Si tratta indubbiamente di una formula di investimento finanziario, volto a tutelare quello che è spesso l’asset principale del cliente imprenditore e cioè la sua impresa. Qualora avessi voglia di approfondire questa tematica e scoprire come è meglio tutelare il tuo patrimonio aziendale sarò felice di poterti aiutare indirizzandoti e guidandoti verso la scelta migliore per te, la tua famiglia e la tua azienda

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