Il rialzo dei rendimenti obbligazionari delle ultime settimane riporta al centro dell’attenzione i titoli di Stato, che dopo la lunga stagione dei tassi molto bassi offrono remunerazioni interessanti per chi desidera investire i propri risparmi.
Ne ho parlato nel mio contributo a Plus24, l’inserto di finanza personale de Il Sole 24 Ore, nell’articolo di Marcello Frisone dedicato alle opportunità e ai rischi del debito sovrano.
Fra i mercati da osservare ho indicato l’Italia e, con maggiore selettività, il Regno Unito. Per l’Italia, i progressi nella gestione del disavanzo si accompagnano a rendimenti interessanti, pur restando le fragilità legate al debito elevato e alla crescita contenuta. Occorre però considerare che un risparmiatore italiano è spesso già molto esposto al proprio Paese attraverso lavoro, immobili, attività imprenditoriale e pensione futura: concentrare anche gli investimenti nei BTP rafforza ulteriormente questo legame. Il Regno Unito offre possibilità di diversificazione, ma richiede di valutare l’impatto della sterlina e dell’eventuale copertura valutaria.
La scelta dell’emittente va poi affiancata a quella delle scadenze. Anche un titolo di elevata qualità creditizia può oscillare sensibilmente se ha una durata molto lunga. Per chi prevede di utilizzare il capitale fra tre e cinque anni, scadenze coerenti con questo orizzonte possono offrire un equilibrio ragionevole fra remunerazione e volatilità, distribuendo i rimborsi secondo le necessità previste.
Nel portafoglio possono inoltre convivere obbligazioni a tasso fisso, a tasso variabile e indicizzate all’inflazione, con funzioni complementari e proporzioni da adattare alla situazione personale. Il rendimento è il punto di partenza della valutazione; obiettivi, liquidità e rischio sostenibile guidano la scelta.
Se desideri approfondire se e come le obbligazioni possano essere utili al tuo portafoglio, puoi contattarmi: partiremo dalla tua situazione e dai tuoi obiettivi per valutare le opportunità più coerenti.


