Nuova emissione del BTP Valore isin IT0005672016

Dal 20 al 24 ottobre sarà in collocamento la nuova emissione del BTp Valore, il titolo di Stato dedicato ai risparmiatori retail con scadenza ottobre 2032 e una durata di sette anni. La struttura a cedole crescenti, nota come “step-up”, secondo i dati ufficialmente comunicati dal Tesoro, prevede un rendimento del 2,6% annuo per i primi tre anni, del 3,1% per i due successivi e del 4% per gli ultimi due anni. A completare il profilo di rendimento si aggiunge un premio fedeltà dello 0,8% riservato a chi manterrà il titolo fino alla scadenza.

Considerando la sequenza delle cedole e il premio finale, il rendimento medio annuo lordo si colloca intorno al 3,33%, che corrisponde a circa il 2,91% netto dopo la tassazione del 12,5%. Si tratta di un livello molto competitivo, superiore a quello offerto dai BTp ordinari di pari durata, che oggi si collocano poco sotto il 3% lordo sul settennale e al 3,35% sul decennale. Questa convenienza, tuttavia, si realizza pienamente solo per chi intende detenere il titolo fino alla scadenza e incassare quindi il premio fedeltà dello 0,8%. In assenza di quest’ultimo, il rendimento si riduce a circa il 3,22% lordo, pari al 2,82% netto: comunque sempre 20 centesimi circa superiori ai BTP comparabili.

La convenienza resta, ma si assottiglia, se invece non si arriva al traguardo necessario per il premio fedeltà: il 3,22% lordo, pari al 2,82% netto.

Qui il mio contributo per LaRepubblica:

“Considerando la sequenza delle cedole e il premio finale (0,8% per chi acquisterà il titolo in fase di collocamento e lo manterrà in portafoglio fino alla scadenza del 2032, ndr), il rendimento medio annuo lordo si colloca al 3,33%, che corrisponde a circa il 2,91% netto dopo la tassazione del 12,5%”, analizza Vito Ferito, responsabile divisione private banking di Gamma Capital Markets.

“Si tratta di un livello superiore a quello offerto dai BTp ordinari di pari durata, che oggi si collocano poco sotto il 3% lordo.”

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Conviene sottoscriverlo?

Per chi possiede già BTp di pari durata, la sostituzione con la nuova emissione è una scelta interessante, soprattutto se si tratta di un investitore “cassettista” con un’elevata probabilità di mantenere il titolo fino alla scadenza. Per chi non ha BTp in portafoglio, il nuovo BTp Valore può rappresentare un’alternativa valida se l’obiettivo è ottenere flussi di cassa regolari, ad esempio per integrare redditi come pensione o stipendio, e se l’orizzonte temporale è coerente con la durata del titolo.

Anche chi detiene obbligazioni corporate dovrebbe valutare con attenzione il confronto tra la redditività netta di queste e quella del nuovo BTp Valore. Considerando che gli interessi sulle obbligazioni societarie sono tassati al 26%, più del doppio rispetto alla tassazione prevista per i titoli di Stato, il vantaggio netto del BTp Valore potrebbe ridurre in modo significativo la differenza di rendimento nominale, rendendo meno giustificato il rischio aggiuntivo associato ai corporate bond. In questi casi, un check-up del portafoglio insieme a un consulente può aiutare a valutare la convenienza effettiva in base al profilo di rischio e agli obiettivi personali.

In ogni decisione di investimento è fondamentale mantenere un’adeguata diversificazione, evitando un’eccessiva concentrazione non solo su un singolo emittente, ma anche sulla nazionalità degli strumenti in portafoglio. In altre parole, è opportuno bilanciare i titoli di Stato italiani con strumenti di emittenti esteri o di diversa natura, per ridurre l’esposizione a rischi specifici.

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