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Ritorno della volatilità è sinonimo di performance negative per i mercati finanziari.

E’ cosi che nella mente del risparmiatore possono spesso riemergere alcune tra le seguenti domande:

• Sto perdendo soldi?

• E’ il caso di fare qualcosa al mio portafoglio?

• Liquidiamo tutto e poi rientriamo quando la situazione è più tranquilla?

Uso spesso delle immagini per suffragare le mie tesi e sono convinto che spesso un’immagine possa valere più di 100 parole. Ne ho trovato qualcuna che penso possa calzare a pennello per i dubbi dei risparmiatori degli ultimi giorni, ma credo possano essere utili anche ai colleghi #consulenti finanziari da inserire nella propria cassetta per gli attrezzi.

Il primo grafico rappresenta l’andamento dell’indice S&P500 (le 500 azioni più grandi quotate a New York) dallo 01/01/2008 al 31/12/2021. Ho contato ben più di 70 crisi o presunte tali che nel breve termine hanno comportato delle correzioni dell’indice azionario americano. Al contrario, nel lungo termine la tendenza al rialzo non è mai stata intaccata.

La volatilità e quindi i cali delle principali borse sono un fenomeno anomalo?

Direi proprio di no, anzi rientrano nelle dinamiche di tutti i mercati, non solo finanziari. Nel caso del S&P500 il calo medio che si è avuto nel corso di ogni singolo anno solare dal 1980 ad oggi è stato del 14% con punte del 49% nel 2008 (crisi finanziaria, fallimento Lehman Brothers).

Qual è l’asset class più redditizia nel lungo termine?

“Del doman non v’è certezza”, ma se dovessi andare a guardare la storia dei mercati finanziari è indubbio che i mercati azionari ne escono vincitori. Qui troviamo l’analisi di alcune asset class dal settembre 2007 al 31/12/2021. Il mercato azionario americano ne esce vincitore. Dal grafico si possono anche notare i benefici che derivano dalla diversificazione: inserire in portafoglio altre asset class decorrelate come potrebbero essere le obbligazioni o l’oro avrebbe portato si ad un minore rendimento, ma anche ad un più che proporzionale calo della volatilità e del drawdown del portafoglio.

Ha senso entrare ed uscire dai mercati azionari facendo market timing?

Nel grafico possiamo notare come dal 1942 in avanti l’indice S&P500 ha avuto delle fasi di rialzo che in media sono durate 4,4 anni con un rendimento medio cumulato del 155%. Al contrario le fasi di ribasso sono durate mediamente 11 mesi con una perdita media del 32%. 

Ma che probabilità ho di guadagnare investendo sulla borsa americana?

Analizzando i dati disponibili dal 1937 ad oggi, il grafico ci dice chiaramente che più allungo il mio orizzonte temporale dell’investimento più aumento la probabilità di ottenere rendimenti positivi. Investendo a 10 anni la probabilità di ottenere un rendimento positivo è pari al 97,3%: non male direi.

Cosa è successo se avessi investito nelle peggiori giornate di borsa degli ultimi 60 anni?

Il grafico successivo prende in considerazione i peggiori 15 ribassi giornalieri di borsa dal 1960 ad oggi e calcola le performance ad 1,3,5 e 10 anni per chi avesse investito proprio quel giorno. Il coraggio di investire nelle giornate di massimo pessimismo è stato sempre premiato.

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